Maternità surrogata, La madre legale va riconosciuta anche dove non è consentito l’utero in affitto





La Corte Europea dei diritti umani, giudicando in merito ad un caso francese, ha sentenziato che il diritto dei bambini ad essere riconosciuti da entrambi i genitori prevale sul divieto del Paese alla maternità surrogata. La donna indicata come “madre legale” nel certificato del Paese di nascita deve essere riconosciuta anche nei paesi dove la pratica non è consentita. Maternità surrogata: Strasburgo fa prevalere il diritto ad avere i due genitori Il caso esaminato dai togati di Strasburgo riguardava a richiesta di una coppia di coniugi che chiedeva al tribunale francese di riconoscerli entrambi come genitori di due bambini avuti con la pratica della gravidanza surrogata. Lui, in quanto padre biologico, era stato registrato anche sul certificato francese di nascita dei due bambini come padre, avendo donato lo sperma. La compagna invece non era stata registrata come madre, non avendo alcun legame biologico con i due nati, poiché l’ovulo era stato donato da una seconda e impiantato nell’utero “in affitto” di una donna in California, che aveva portato a termine la gravidanza. Negli Usa però, dove la pratica è consentita, la donna francese è stata riconosciuta come madre legale: la richiesta era quindi che avvenisse lo stesso anche nel loro Stato.

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Pubblicato il: 10 Aprile 2019

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