Hikikomori, cos’è e come riconoscerlo





La loro stanza diventa il ventre materno dove rintanarsi e proteggersi dalla società che avvertono come pericolosa e priva di interessi. Stiamo parlando di quello che succede a tutte quelle persone che decidono di isolarsi dal mondo. Il fenomeno e chi ne viene colpito viene definito Hikikomori, termine preso in prestito dal Giappone, dove è partito lo studio di questo fenomeno le cui stime raccontano di circa 500mila casi dichiarati solo nel Sol Levante e che ora sta prendendo piede anche in Italia.Viene scambiato per una forma di depressione o addirittura di fobia sociale, ma gli esperti escludono tali correlazioni come ci aiuta a capire Marco Crepaldi, psicologo sociale, fondatore e presidente di Hikikomori Italia un’associazione nazionale che fa da sostegno ed informazione sul tema dell’isolamento sociale volontario.Il significatoCon questa parola, coniata in Giappone e che letteralmente vuol dire “stare in disparte, isolarsi” (dalle parole hiku “tirare” e komoru “ritirarsi”) si definisce l’isolamento volontario sociale da parte soprattutto di adolescenti e giovani adulti, in special modo maschi – anche se il numero delle femmine è in forte crescita – dalla forte fragilità caratteriale, che decidono di passare il tempo rinchiusi nella loro camera da letto, trasformata poi nel loro mondo, incapaci di far fronte agli stimoli esterni.I sintomiQuando parliamo di Hikikomori “non bisogna mai fare lo sbaglio di ricondurlo ad una forma depressiva, una fobia sociale o a una semplice dipendenza da internet.

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Pubblicato il: 19 Dicembre 2017

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