Facebook e Google: così diventano super-intelligenti





C’è un’immagine che rimarrà nella memoria del recente Mobile World Congress di Barcellona. È quella di Mark Zuckerberg mentre cammina in mezzo ad una folla assorta nelle fantasiose rappresentazioni dei Gaer VR. Al di là delle visioni utopistiche sulla società che verrà, il motivo dietro i concreti timori circa il prossimo Facebook sono tutti racchiusi tra le righe di un intervento tenuto a Barcellona 24 ore dopo il fatidico scatto.Il ragazzo, nelle ultime sue uscite, non parla quasi più delle attività del social network in quanto servizio, puntando tutto sulle attività di Internet.org, l’iniziativa con cui intende portare la connessione al web nelle aree meno avanzate del pianeta. Lo ha fatto anche in Spagna, svelando il metodo con cui potrà connettere milioni di abitanti attualmente offline. Zuckerberg vuole che tutti vadano su internet ma per farlo ha bisogno di sapere dove i non connessi vivono, mappando le loro case, i luoghi di lavoro, gli ambienti più frequentati.Intelligenza artificiale in voloIl problema è che oggi non esiste mappa al mondo (almeno non di quelle disponibili pubblicamente) che contiene un così alto livello di dettaglio, in grado di individuare non solo la quantità di case presenti in una zona ma anche la densità della popolazione

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Pubblicato il: 1 Marzo 2016

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